Abbiamo tutti quel programma televisivo che ci ha formato. È quello di cui abbiamo guardato infinite repliche, di cui abbiamo scritto fanfic o semplicemente ci siamo tenuti stretti. I ricordi che abbiamo creato davanti alla luce della TV sono preziosi e trasformativi quanto quelli che abbiamo creato all’aperto e, per alcuni, quelle serie hanno cambiato il modo in cui comprendevamo noi stessi. La sceneggiatrice e regista Jane Schoenbrun lo capisce profondamente e mette tutto in prospettiva nel loro ultimo film, I Saw The TV Glow. Il film A24 è interpretato da Justice Smith, Brigette Lundy-Paine, Ian Foreman, Helena Howard, Lindsey Jordan e Fred Durst.
Owen è un adolescente che cerca di sopravvivere nella vita di periferia sentendosi fuori posto. Quando la sua compagna di classe, Maddy, lo presenta a un misterioso programma televisivo notturno chiamato The Pink Opaque, inizia a ritrovare se stesso. La serie è una visione di un mondo soprannaturale al di sotto del loro. Dopo Isabel (Helena Howard) e Tara (Lindsey Jordan), i personaggi emergono nello splendore televisivo. The Pink Opaque segue due ragazze adolescenti che usano le loro connessioni psichiche per risolvere problemi e sconfiggere nuovi mostri ogni settimana. Ma nella pallida luce della televisione, la visione della realtà di Owen comincia a incrinarsi quando lo vediamo invecchiare e The Pink Opaque perde il suo fascino.
I Saw The TV Glow è una potente esplorazione di come i media possano essere un momento che risveglia parti di noi stessi che non sapevamo fossero lì. Il Pink Opaque è un chiaro omaggio a Buffy, dai nomi dei personaggi al carattere Buffy-verse che utilizza per i titoli di coda. Buffy, nonostante i mali di Joss Whedon, rappresenta il risveglio queer di molti millennial. Ricordo ancora come mi sentii quando vidi il vampiro Willow al Bronze, siamo reali. Buffy era uno spazio sicuro e catartico per esplorare noi stessi. Per Owen e Maddy (Brigette Lundy-Paine), The Pink Opaque fa proprio questo.
La luce della TV è una casa sicura. È lì che Owen e Maddy possono sfuggire alla loro brutta vita familiare e abbracciare chi sono invece di fingere di essere chi non sono. Costruiscono la loro amicizia riconoscendo parti di se stessi l’uno nell’altro. È proprio come i personaggi principali del loro programma notturno preferito. Ma invece di raccontare una storia in cui si abbracciano, lo scrittore-regista Schoenbrun decide di mostrare al pubblico cosa succede quando non lo fai.
Ad ogni passo, Shchoenbrun dà a Owen la possibilità di essere quello che è dentro. Gli danno il percorso per abbracciare chi è veramente, per effettuare la transizione. Ma Owen non accetta. Ad ogni punto scappa. Sceglie di aggrapparsi alla sicurezza della vita che conosce invece della sicurezza e della vitalità che il percorso più spaventoso può offrire. Owen sceglie di dormire e di condurre una vita secondo le aspettative degli altri. I Saw The TV Glow non sembra rimproverare Owen, ma chiede invece al pubblico di comprendere il suo dolore. Il dolore che porta silenziosamente mentre si muove per il mondo è visibile per noi nell’atto finale del film.
Il percorso di Owen è quello che molti intraprendono. Anche se questo film horror queer riguarda in particolare l’identità trans, per tutti noi ancora nascosti o per lo meno non in grado di esprimere chi siamo, possiamo vedere anche noi stessi. La cura del regista Schoebrun per i propri personaggi risuona in ogni scena. Insieme alla venerazione per le serie horror e di fantascienza YA dei primi anni, I Saw The TV Glow è una visione esplosiva e unica dell’identità e del ruolo che i media giocano nell’esplorarla.
Da parte sua, il giudice Smith è sorprendente. La sua interpretazione è vulnerabile e delicata, la voce che usa nel corso del film è sempre leggermente vacillante. I Saw The TV Glow è un chiaro esempio dell’immenso talento recitativo che Smith è diventato, e l’importanza di centrarlo come un uomo queer nero in questa storia queer non può essere sottovalutata, soprattutto se guardiamo le statistiche reali che mostrano che Black le persone trans vengono uccise e vittime di crimini violenti a un ritmo sproporzionato e allarmante. La verità è che il 90% delle persone uccise in crimini d’odio contro i trans sono persone di colore e il 61% sono donne trans nere. La performance di Smith è monumentale per la storia raccontata e anche per la forza del suo talento.
Guardando oltre la narrativa, I Saw The TV Glow presenta anche una colonna sonora da far rizzare i capelli che si trasforma perfettamente nel tempo man mano che gli atti progrediscono. La colonna sonora e la colonna sonora di Alex G sono straordinarie, ma sono davvero l’occhio registico di Schoebrun e la cinematografia di Eric K. Yue a portare il film oltre il traguardo.
I Saw The TV Glow ha le carte in regola per diventare un classico di culto sulla scia della serie televisiva che immortala attraverso The Pink Opaque. Ancora più importante, è una storia strana, diversa da tutte quelle che ho visto prima. Invita ogni spettatore a guardarsi dentro, a stare davanti a uno specchio e ad accettare chi è.
I Saw The TV Glow è stato proiettato come parte del SXSW Film & TV Festival 2024 e l’uscita è prevista per A24 il 3 maggio 2024.
Ho visto il bagliore della TV
9/10
TL;DR
I Saw The TV Glow ha le carte in regola per diventare un classico di culto sulla scia della serie televisiva che immortala attraverso The Pink Opaque.
