Il franchise di Deadpool ha sempre preso in giro il genere dei supereroi, e gli universi cinematografici e gli studi di Hollywood al centro di esso, da una distanza ravvicinata. La sua natura farsesca e meta spera di fungere da tregua dagli scenari apocalittici auto-seri che sono arrivati a definire il Marvel Cinematic Universe, aderendo nel contempo alla stessa struttura da blockbuster. Eppure, con Deadpool & Wolverine di Shawn Levy, nessuna delle sue battute auto-celebrative può salvare un’esperienza che sembra più insicura e poco ispirata dei film che sta ridicolizzando.
Deadpool & Wolverine si manifesta come un fan service semplificato. Fa penzolare costantemente una serie di riferimenti alla quarta parete di fronte al pubblico, sperando che i suoi richiami diretti alla 20th Century Fox e ad altri titoli MCU distraggano da come fa tutto peggio di loro. Il film compensa eccessivamente a ogni svolta, regalandoci una serie di battute che non sanno mai quando finire e una serie di abusate battute pop. Per un film che intende essere un jolly nel MCU, la sua identità è costruita dalle parti peggiori dei film a cui fa continuamente riferimento. Nel migliore dei casi, Deadpool & Wolverine è una commedia volgare e vietata ai minori che un pubblico di preadolescenti troverebbe audace e che non riesce nemmeno a vedere senza accompagnatori.
Dopo aver ritirato il mantello di Deadpool dopo gli eventi del film precedente, Wade Wilson (Ryan Reynolds) viene richiamato nella mischia dalla Time Variance Authority (TVA), un’organizzazione segreta che monitora la sicurezza delle varie linee temporali della Terra. Con il suo universo di fronte alla completa distruzione, Wilson viaggia per trovare un Wolverine (Hugh Jackman) di un universo alternativo per salvare la sua realtà.
In sostanza, Deadpool & Wolverine è una commedia per adulti, ma è tutta battuta e zero preparazione. Il film è un amalgama di infinite frasi ad effetto, meta-riferimenti e battute casuali che si legano a malapena. È come se la sceneggiatura, co-scritta da Levy e Reynolds, fosse così terrorizzata dal fatto che alcune battute non vadano a buon fine, che decide di raccontarne trenta in una volta per compensare.
L’effetto è intorpidente e irritante, e raramente dà al pubblico il tempo di apprezzare, per non parlare di comprendere, i suoi tentativi di umorismo. Deadpool & Wolverine spesso sembra iterativo di uno sketch mal pensato del SNL, pieno di momenti in cui i personaggi semplicemente stanno fermi e parlano mentre la telecamera rimbalza pigramente intorno a loro. Un numero vertiginoso di cameo classici di supereroi non fa che intensificare il gonfiore del film.
Una delle gag più importanti del film è incentrata sul calo di qualità dell’MCU dopo Avengers: Endgame. Eppure, Deadpool & Wolverine si dipana come un altro prodotto di quella tendenza, sopravvivendo a momenti che prendono in giro il marchio sicuro di narrazione della Disney ma non lo superano mai. Levy e soci sembrano voler ottenere punti per aver denunciato i passi falsi dell’MCU mentre vi si impegnano attivamente. È il segno distintivo di un film che si crede audace e unico ma che punta al frutto più basso quando è disponibile.
È una qualità che infetta rapidamente lo spettacolo d’azione. Deadpool & Wolverine non perde tempo nel costruire la lotta tanto attesa tra i suoi eroi titolari, ma ogni incontro è soffocato dalla musica pop che li rende irrilevanti. Puzza di un film che ha paura di lasciare che i suoi personaggi e l’azione prendano il controllo.
Le sue uccisioni e scazzottate più fantasiose sono smorzate da una colonna sonora che sembra assemblata da un team di marketing che ascolta solo le prime 100 stazioni radio. Da “Bye Bye Bye” degli NSYNC a “The Power of Love” di Huey Lewis and the News a “Good Riddance” dei Green Day, Deadpool & Wolverine usa solo ciò che è facilmente riconoscibile, rendendo vuote le sue ripetute frecciatine alla formula per bambini della Disney.
Mentre le meta-ambizioni del film passano in secondo piano rispetto alla sua narrazione, i suoi tentativi di catarsi emotiva diventano più ridicoli dei suoi tentativi di umorismo. C’è ben poco di cui entusiasmarsi in un film che prende in giro i multiversi con la sua versione stanca, che serve solo a sprecare una grande e sincera interpretazione di Hugh Jackman con ogni battuta di trama riciclata.
Deadpool & Wolverine sarebbe facile da perdonare se non fosse così auto-celebrativo. Se la prende con il film sui supereroi, la recente crisi dell’MCU e la Disney stessa con la sua interpretazione apatica della formula. Crede di essere un’aggiunta all’avanguardia, sciocca e audace al canone Marvel quando in realtà è una delle più noiose. Deadpool & Wolverine si svolge come un meta-fan service; invece di cenni intelligenti al passato della Marvel, parla direttamente allo spettatore, offrendo poco più di riferimenti ovvi e dichiarati. È più o meno il massimo della pigrizia che un blockbuster possa avere.
Deadpool & Wolverine uscirà nei cinema di tutto il mondo il 26 luglio.
Deadpool e Wolverine
4/10
In breve
Deadpool & Wolverine è il massimo della pigrizia che un blockbuster possa avere.
