Il gruppo “Woke and Censored Games Alert” su Steam si è prefissato l’obiettivo di monitorare e recensire i giochi più popolari del mercato, suddividendoli in tre categorie: “consigliati”, “informativi” e “sconsigliati”. Ciò che rende questo gruppo unico è l’approccio controverso alla classificazione dei giochi, basato sulla loro percezione di “woke” (rilanciata nel gergo sociale “rilanciata”) o non.
Il numero di partecipanti attivi è piuttosto impressionante: 1.600 utenti si sono uniti per questo gruppo, il cui logo è stato diffuso da poco meno di 9.000 follower. L’obiettivo dichiarato del gruppo è quello di “informerai sui giochi con contenuti woke e/o censurati. Così saprai quali editori e sviluppatori dovresti supportare”.
Per i giochi “consigliati”, il gruppo ha applicato uno standard relativamente facile: JRPG, anime, RPG, protagonista femminile e LGBTQ+. Tuttavia, il criterio è oggetto di discussione tra i membri del gruppo e i giocatori, con alcuni che contestano la definizione di “woke” e i tag utilizzati per le recensioni. Per esempio, Dustborn è stato riconosciuto come “non consigliato” per la semplice ragione di aver inserito un personaggio che lavorava a maglia nel trailer del gioco.
In alternativa, il gruppo “Woke and Censored Games Alert” sostiene di aver celebrato la chiusura di Concord come una vittoria, ma alcuni suggeriscono che potrebbe essere la ragione più probabile per la chiusura del gioco è la sua scarsa popolarità e meccaniche di gioco poco efficaci.
L’industria dei videogiochi si è sempre piuttosto divisa riguardo ai temi più sottili della programmazione, dalle storie ai personaggi e ai meccaniche di gioco. È comprensibile quindi che il gruppo abbia sia sostenitori che detrattori convinti. Per i critici, la definizione di “woke” è troppo ampia e riduttiva, e l’etichettatura è incoerente. Inoltre, il fatto che i giochi con commenti politici simili a quelli “sconsigliati” possono essere lasciati passare se non includono argomenti controversi di attualità potrebbe essere visto come incoerente.
I sostenitori del gruppo sostengono invece che l’industria dei videogiochi dovrebbe essere più aperta riguardo ai temi più sottili e che gli utenti dovrebbero avere il diritto di sapere esattamente cosa stanno acquistando. Inoltre, molti commenti nel thread del gruppo sono composti da persone che esprimono la loro antipatia, ma non sono stati rimossi.
Il destino di questo gruppo, come di molti altri, è ancora ignoto. Tuttavia, il suo esempio ci ricorda che, anche se gli opinionisti sono liberi di esprimere le loro convinzioni, gli utenti dovrebbero avere il diritto di esaminare e interagire con le storie e le meccaniche dei giochi in modo critico.
